Lavori di ristrutturazione al San Camillo – Lido di Venezia
Inizio lavori lunedì 06 maggio 2019
Tag: Detrazioni fiscali
-

LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE AL SAN CAMILLO – LIDO DI VENEZIA
-

ECOBONUS 65%: ALTRE POSSIBILITA’ DI DETRAZIONE
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che i contribuenti che risultano ‘incapienti’ hanno la possibilità di cedere la detrazione del 65% per interventi di riqualificazione energetica alle imprese che hanno eseguito i lavori; estensione dell’Ecobonus a dispositivi per il controllo a distanza e inclusione degli Istituti autonomi per le case popolari tra i beneficiari della detrazione.
L’agevolazione consiste in una detrazione (o sconto) dall’Irpef in 10 anni, ma andrebbe persa nel caso di condòmini incapienti, che non pagano l’Irpef perché con redditi bassi.
Con questa novità, anche gli incapienti possono avere dei “benefici” dall’intervento di riqualificazione; cedendo la detrazione fiscale all’impresa infatti, questa può applicare subito uno sconto al condominio cliente.
Tale scelta potrà essere fatta solo per le spese sostenute nel 2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali e con modalità che saranno stabilite con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Le Entrate ricordano inoltre che la Legge di Stabilità 2016 ha esteso l’agevolazione all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative.
L’estensione del bonus ai dispositivi multimediali per il controllo da remoto ha lo scopo di aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti.
Questi dispositivi devono consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto e mostrare, attraverso canali multimediali, i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati, oltre che mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti.
La Legge di Stabilità 2016 ha anche esteso la possibilità di usufruire delle detrazioni agli Istituti autonomi per le case popolari (comunque denominati) per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 per interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
-

EFFICIENZA ENERGETICA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE RESIDENZIALE ITALIANO
L’edilizia residenziale italiana è in un cattivo stato di conservazione, con evidenti pessime ricadute anche in ambito energetico con un’inevitabile impennata degli importi delle bollette.
La Confartigianato ha diffuso i dati di un’analisi compiuta sul patrimonio immobiliare italiano del solo settore residenziale, che di fatto rappresenta 12 milioni di costruzioni, cioè circa l’85% degli edifici totali presenti in Italia.
Addentrandosi nell’analisi si evince che quasi un edificio su 5 è vecchio e in cattive se non pessime condizioni, se si sposta l’attenzione su costruzioni antecedenti al 1981 la percentuale si attesta al 21,1%, mentre si riduce fino a poco meno del 5% per gli edifici più recenti. Questi numeri però assumono un significato importante se tiene conto del fatto che tre quarti degli edifici residenziali italiani hanno più di 35 anni.
Aldilà della classifica stilata regione per regione, ci sono due aspetti di cui tenere conto:
1 – il patrimonio storico residenziale italiano, che ha pochi rivali al mondo, sta irrimediabilmente andando perduto, mentre al contempo si continua con la cementificazione e le nuove costruzioni;
2 – edifici in cattivo stato comportano spese per il consumo energetico molto elevate.
La rilevazione infatti ricorda che il comparto residenziale determina il 28,8% dei consumi finali di energia del Paese. Una percentuale che supera sia quella dei trasporti su strada (27,7%), sia quella dell’industria (22,7%). Come è possibile tamponare la situazione? Una possibilità sono i bonus fiscali per le ristrutturazioni e il risparmio energetico previsti nella legge di Stabilità. Sul come accedere a questi sgravi fiscali, ne avevamo parlato in questo articolo e in questo.
-

BONUS SISTEMA DI SICUREZZA 2016
Il Ministero delle Finanze emanerà un decreto da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, che definirà i criteri di accesso al bonus per i sistemi di sicurezza.
Il bonus Sistema Sicurezza è un’agevolazione prevista da uno degli emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 previsto dal Governo per favorire la sicurezza in casa dei cittadini. Per questa misura sono stati stanziati 15 milioni di euro per sostenere l’acquisto di impianti di videosorveglianza elettronica o antifurto da parte dei privati cittadini.
Dal 2016, del bonus Sistema di Sicurezza possono fruire le sole persone fisiche, più precisamente cittadini privati senza partita IVA. Escluse, quindi, imprese, società, artigiani o commercianti. È un credito d’imposta con un limite massimo di 15 milioni di euro, fino ad esaurimento risorse, per le spese effettuate dai cittadini per acquistare sistemi di videosorveglianza digitale, allarmi e antifurti allo scopo di prevenire attività criminali. In sintesi, il credito d’imposta 2016 vale solo per “persone fisiche non nell’esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa”, per cui ne sono esclusi i commercianti, gli artigiani, società ed imprese anche individuali.
Il credito d’imposta è un buono che il cittadino privato può utilizzare in sede di dichiarazione dei redditi, se sostiene delle spese per dotare la propria casa di telecamere digitali o altri sistemi di sorveglianza per la sicurezza della propria casa. Questo credito, quindi, è detraibile dalle tasse da pagare sul 730/2017 o sul modello Unico 2017.
-

IN VIGORE LA LEGGE DELLO STATO 28/12/2015 N. 221 – COLLEGATO AMBIENTE
A far data dal 2 febbraio è in vigore la Legge dello Stato 28/12/2015, n. 221, il Collegato Ambiente. Tra le misure che sono diventate operative spiccano la demolizione degli edifici situati nelle aree a rischio, gli interventi contro il dissesto idrogeologico, il credito d’imposta alle imprese che rimuovono l’amianto e gli incentivi alle imprese verdi che partecipano alle gare d’appalto.
Demolizione degli edifici abusivi posti su aree ad alto rischio idrogeologico
È stato istituito un fondo di 10 milioni di euro per il 2016 per incentivare la demolizione degli immobili abusivi, realizzati in aree caratterizzate da elevato rischio idrogeologico. Con questo strumento, lo Stato sarà in grado di anticipare ai Comuni quanto necessario per mettere in atto le opere di demolizione e rimozione. Successivamente gli organi locali potranno rivalersi sui responsabili degli abusi.
Interventi contro il dissesto idrogeologico
Viene istituito il Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico presso il Ministero dell’ambiente con l’obiettivo di accelerare la predisposizione del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico.
Dissesto idrogeologico e modifiche al Testo Unico dell’edilizia
La tutela dei territori e del loro regime idrogeologico viene garantita mediante la modifica del Dpr 380/2001, meglio noto come Testo Unico dell’edilizia.
In primo luogo viene chiarito che agli atti e procedimenti relativi al rischio idrogeologico non si applicherà la disciplina generale sul silenzio-assenso.
Lo sportello unico per l’edilizia acquisirà presso le amministrazioni competenti anche gli atti di assenso delle amministrazioni preposte alla tutela dell’assetto idrogeologico e rilascerà anche delle determinazioni provvedimentali a carattere idrogeologico.
Le attività di edilizia libera dovranno essere eseguiti nel rispetto anche delle norme di tutela dal rischio idrogeologico. In caso di opere abusive, tra gli interessi da considerare per decidere la demolizione, dovranno essere considerati gli interessi di rispetto dell’assetto idrogeologico.
Nella realizzazione di nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia, per i quali non è dovuto il contributo di costruzione, dovranno essere rispettate anche le norme sulla tutela dell’assetto idrogeologico.
Rimozione dell’amianto dai capannoni
Sarà riconosciuto un credito di imposta del 50% alle imprese che bonificano dall’amianto i propri capannoni. Per ottenere l’agevolazione, gli investimenti devono ammontare ad almeno 20.000 euro. Il limite di spesa complessivo della misura è di 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. Il bonus sarà riconosciuto in tre rate annuali. Il credito di imposta non concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). L’agevolazione sarà disciplinata nel dettaglio con un decreto del Ministero dell’Economia entro il 2 maggio 2016.
Imprese verdi e appalti
Le imprese in possesso di una registrazione Emas che partecipano ad appalti pubblici beneficeranno di una riduzione fino al 30% della cauzione a corredo dell’offerta. Anche per l’assegnazione di contributi e fondi in materia ambientale il possesso della registrazione Emas sarà considerato un elemento di preferenza. Inoltre, tra i criteri per la valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa vengono inseriti la titolarità di un marchio Ecolabel e il ciclo di vita dell’opera, come previsto dalle norme europee e dalla legge delega per la Riforma del Codice degli Appalti.
Mobilità sostenibile
Il Collegato Ambiente stanzia 35 milioni di euro per il primo programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro (piedibus, car-pooling, car-sharing, bike-pooling e bikesharing), la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta, l’educazione e sicurezza stradale, la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta delle auto in prossimità delle scuole e delle sedi di lavoro. Le risorse finanzieranno la copertura INAIL per gli incidenti in bicicletta nel tragitto casa-lavoro.
fonte Edilportale
-

ENERGIA: AGEVOLAZIONI FISCALI PER FAMIGLIE E IMPRESE PER IL 2016
La Commissione Bilancio della Camera ha approvato una serie di emendamenti alla Legge di Stabilità 2016, che introducono alcune novità in tema di efficienza energetica. Tutti i soggetti che sosterranno lavori di riqualificazione energetica di un immobile, fabbricato o stabile già esistente entro il 31 dicembre 2016, avranno diritto ad uno sgravio fiscale del 36% al momento della Dichiarazione dei redditi eseguita nel 2017.
Per accedere alle agevolazioni per il risparmio energetico dovuto al miglioramento delle caratteristiche energetiche di un edificio, il soggetto interessato avrà l’obbligo di munirsi di una certificazione energetica dello stato di fatto dell’edificio, cioè ante esecuzione dei lavori di riqualificazione, e una seconda certificazione postuma alle opere, con lo scopo di evidenziare il miglioramento ottenuto.
La detrazione spetta per le spese sostenute, e rimaste a carico del contribuente per:
- interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un’apposita tabella;
- interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi;
- l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università;
- interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione;
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia;
- interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
Le agevolazioni nella pratica si traducono in detrazioni ripartite in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui si sono sostenute le spese per i lavori di efficientamento energetico e negli anni successivi.
Ci sono poi interessanti opportunità per chi compra dalle imprese costruttrici abitazioni ascrivibili alle classi energetiche A o B. Si prevedono infatti detrazioni IRPEF del 50% sull’importo corrisposto per il pagamento dell’I.V.A. sull’acquisto. Come per il Bonus ristrutturazioni e l’Ecobonus, anche in questo caso lo sconto fiscale sarà ripartito in 10 quote annuali di pari importo.
La Commissione Bilancio approva l’estensione del credito di imposta anche per la riqualificazione energetica degli alberghi, a patto che la ristrutturazione comporti un aumento della cubatura complessiva nel rispetto della normativa vigente. Il credito d’imposta riconosciuto sarà pari al 30% delle spese sostenute, come previsto dal D.M. 7 maggio 2015 attuativo dell’articolo 10 del decreto-legge n. 83 del 2014. Tuttavia per l’effettiva attuazione della misura prevista dall’emendamento alla Legge di Stabilità 2016 sarà necessario attendere un apposito decreto ministeriale.
Infine sono esenti dall’accisa sull’energia elettrica prodotta gli impianti azionati da fonti rinnovabili con potenza disponibile superiore a 20 kW; consumata dalle imprese di autoproduzione in locali e luoghi diversi dalle abitazioni o consumata da soci delle società cooperative di produzione e distribuzione dell’energia elettrica che non sono state assoggettate a trasferimento all’Enel.