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Tag: Normativa

  • LE OFFERTE ECONOMICAMENTE VANTAGGIOSE SOSTITUIRANNO IL CRITERIO DEL MASSIMO RIBASSO

    LE OFFERTE ECONOMICAMENTE VANTAGGIOSE SOSTITUIRANNO IL CRITERIO DEL MASSIMO RIBASSO

    Con lo scopo di realizzare opere pubbliche di pregio con costi contenuti e tempi certi, il nuovo Codice Appalti porterà molti cambiamenti nelle modalità di partecipazione e di aggiudicazione delle gare.

    Il punto cardine di tutto il futuro cambiamento è il criterio di aggiudicazione delle Gare d’Appalto.

    Sarà accantonato il massimo ribasso e si adotterà all’Offerta Economicamente più Vantaggiosa (OEV), che implementa al suo interno una maggiore richiesta della qualità delle proposte progettuali e realizzative presentate.

    Tale meccanismo sarà garantito da un sistema di qualificazione che coinvolgerà le imprese, tramite le loro attestazioni SOA, e le Stazioni Appaltanti che saranno dotate di maggior potere discrezionale nella valutazione della offerte. Le Stazioni Appaltanti saranno, a loro volta, sotto la lente di ingrandimento dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

    Il fatturato richiesto delle Imprese che parteciperanno non potrà superare il doppio del valore stimato dell’appalto. Per provare la capacità tecnica sarà inoltre necessario elencare i servizi prestati negli ultimi tre anni; i collaboratori tecnici; le attrezzature di cui si dispone; i titoli di studio dei prestatori di servizio e dei dirigenti; il numero medio annuo di dipendenti impiegati e il numero di dirigenti negli ultimi tre anni.

    Le Società organismo di attestazione (SOA) opereranno dai 150 mila euro in su.

    Ciò significa che gli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150 mila euro dovranno provare il possesso dei requisiti di qualificazione attraverso una attestazione rilasciata da queste società. Per semplificare le operazioni, l’ANAC individuerà dei livelli standard di controlli che le SOA devono effettuare.

    Il subappalto sarà generalmente libero, tranne che in alcuni casi. Sopra le soglie comunitarie bisognerà indicare una terna di subappaltatori. Nelle opere super specialistiche e ad alto contenuto tecnologico si potrà subappaltare al massimo il 30% delle lavorazioni.

    In caso di inadempimento da parte dell’appaltatore o di richiesta del subappaltatore, è previsto il pagamento diretto da parte della Stazione Appaltante al subappaltatore. Perché ciò sia possibile, si dovrà verificare la regolarità contributiva dei dipendenti del subappaltatore.

    Il nuovo Codice prevede che i ricavi di gestione dell’operatore economico possano provenire dal canone riconosciuto dall’ente concedente, ma anche da altre forme di contropartita economica, come l’introito diretto della gestione del servizio ad utenza esterna.

    Nelle concessioni il rischio operativo sarà in carico ai privati e lo Stato non sarà tenuto ad intervenire in caso di difficoltà. Nelle concessioni di importo superiore a 150 mila euro, l’80% dei lavori dovrà essere affidato con una procedura ad evidenza pubblica, mentre il restante 20% potrà andare a società in house o controllate. I titolari di concessioni già in essere che non rispettano queste soglie dovranno adeguarsi entro due anni dall’entrata in vigore del Codice.

    L’istituto del contraente generale subisce una profonda rivisitazione. Per farvi ricorso la stazione appaltante dovrà fornire un’adeguata motivazione, in base a complessità, qualità, sicurezza ed economicità dell’opera. Il contraente generale non potrà esercitare il ruolo di direttore dei lavori.

    Disegno di Legge presentato al vaglio delle Camere

  • ECOBONUS 65%: ALTRE POSSIBILITA’ DI DETRAZIONE

    ECOBONUS 65%: ALTRE POSSIBILITA’ DI DETRAZIONE

    L’Agenzia delle Entrate chiarisce che i contribuenti che risultano ‘incapienti’ hanno la possibilità di cedere la detrazione del 65% per interventi di riqualificazione energetica alle imprese che hanno eseguito i lavori; estensione dell’Ecobonus a dispositivi per il controllo a distanza e inclusione degli Istituti autonomi per le case popolari tra i beneficiari della detrazione.

    L’agevolazione consiste in una detrazione (o sconto) dall’Irpef in 10 anni, ma andrebbe persa nel caso di condòmini incapienti, che non pagano l’Irpef perché con redditi bassi.

    Con questa novità, anche gli incapienti possono avere dei “benefici” dall’intervento di riqualificazione; cedendo la detrazione fiscale all’impresa infatti, questa può applicare subito uno sconto al condominio cliente.

    Tale scelta potrà essere fatta solo per le spese sostenute nel 2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali e con modalità che saranno stabilite con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

    Le Entrate ricordano inoltre che la Legge di Stabilità 2016 ha esteso l’agevolazione all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative.

    L’estensione del bonus ai dispositivi multimediali per il controllo da remoto ha lo scopo di  aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti.

    Questi dispositivi devono consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto e mostrare, attraverso canali multimediali, i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati, oltre che mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti.

    La Legge di Stabilità 2016 ha anche esteso la possibilità di usufruire delle detrazioni agli Istituti autonomi per le case popolari (comunque denominati) per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 per interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

    Legge di stabilità 2016

  • EFFICIENZA ENERGETICA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE RESIDENZIALE ITALIANO

    EFFICIENZA ENERGETICA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE RESIDENZIALE ITALIANO

    L’edilizia residenziale italiana è in un cattivo stato di conservazione, con evidenti pessime ricadute anche in ambito energetico con un’inevitabile impennata degli importi delle bollette.

    La Confartigianato ha diffuso i dati di un’analisi compiuta sul patrimonio immobiliare italiano del solo settore residenziale, che di fatto rappresenta 12 milioni di costruzioni, cioè circa l’85% degli edifici totali presenti in Italia.

    Addentrandosi nell’analisi si evince che quasi un edificio su 5 è vecchio e in cattive se non pessime condizioni, se si sposta l’attenzione su costruzioni antecedenti al 1981 la percentuale si attesta al 21,1%, mentre si riduce fino a poco meno del 5% per gli edifici più recenti. Questi numeri però assumono un significato importante se tiene conto del fatto che tre quarti degli edifici residenziali italiani hanno più di 35 anni.

    Aldilà della classifica stilata regione per regione, ci sono due aspetti di cui tenere conto:

    1 – il patrimonio storico residenziale italiano, che ha pochi rivali al mondo, sta irrimediabilmente andando perduto, mentre al contempo si continua con la cementificazione e le nuove costruzioni;

    2 – edifici in cattivo stato comportano spese per il consumo energetico molto elevate.

    La rilevazione infatti ricorda che il comparto residenziale determina il 28,8% dei consumi finali di energia del Paese. Una percentuale che supera sia quella dei trasporti su strada (27,7%), sia quella dell’industria (22,7%). Come è possibile tamponare la situazione? Una possibilità sono i bonus fiscali per le ristrutturazioni e il risparmio energetico previsti nella legge di Stabilità. Sul come accedere a questi sgravi fiscali, ne avevamo parlato in questo articolo e in questo.

  • BONUS SISTEMA DI SICUREZZA 2016

    BONUS SISTEMA DI SICUREZZA 2016

    Il Ministero delle Finanze emanerà un decreto da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, che definirà i criteri di accesso al bonus per i sistemi di sicurezza.

    Il bonus Sistema Sicurezza è un’agevolazione prevista da uno degli emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 previsto dal Governo per favorire la sicurezza in casa dei cittadini. Per questa misura sono stati stanziati 15 milioni di euro per sostenere l’acquisto di impianti di videosorveglianza elettronica o antifurto da parte dei privati cittadini.

    Dal 2016, del bonus Sistema di Sicurezza possono fruire le sole persone fisiche, più precisamente cittadini privati senza partita IVA. Escluse, quindi, imprese, società, artigiani o commercianti. È un credito d’imposta con un limite massimo di 15 milioni di euro, fino ad esaurimento risorse, per le spese effettuate dai cittadini per acquistare sistemi di videosorveglianza digitale, allarmi e antifurti allo scopo di prevenire attività criminali. In sintesi, il credito d’imposta 2016 vale solo per “persone fisiche non nell’esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa”, per cui ne sono esclusi i commercianti, gli artigiani, società ed imprese anche individuali.

    Il credito d’imposta è un buono che il cittadino privato può utilizzare in sede di dichiarazione dei redditi, se sostiene delle spese per dotare la propria casa di telecamere digitali o altri sistemi di sorveglianza per la sicurezza della propria casa. Questo credito, quindi, è detraibile dalle tasse da pagare sul 730/2017 o sul modello Unico 2017.

  • IN VIGORE LA LEGGE DELLO STATO 28/12/2015 N. 221 – COLLEGATO AMBIENTE

    IN VIGORE LA LEGGE DELLO STATO 28/12/2015 N. 221 – COLLEGATO AMBIENTE

    A far data dal 2 febbraio è in vigore la Legge dello Stato 28/12/2015, n. 221, il Collegato Ambiente.  Tra le misure che sono diventate operative spiccano la demolizione degli edifici situati nelle aree a rischio, gli interventi contro il dissesto idrogeologico, il credito d’imposta alle imprese che rimuovono l’amianto e gli incentivi alle imprese verdi che partecipano alle gare d’appalto.

    Demolizione degli edifici abusivi posti su aree ad alto rischio idrogeologico

    È stato istituito un fondo di 10 milioni di euro per il 2016 per incentivare la demolizione degli immobili abusivi, realizzati in aree caratterizzate da elevato rischio idrogeologico. Con questo strumento, lo Stato sarà in grado di anticipare ai Comuni quanto necessario per mettere in atto le opere di demolizione e rimozione. Successivamente gli organi locali potranno rivalersi sui responsabili degli abusi.

    Interventi contro il dissesto idrogeologico

    Viene istituito il Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico presso il Ministero dell’ambiente con l’obiettivo di accelerare la predisposizione del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico.

    Dissesto idrogeologico e modifiche al Testo Unico dell’edilizia

    La tutela dei territori e del loro regime idrogeologico viene garantita mediante la modifica del Dpr 380/2001, meglio noto come Testo Unico dell’edilizia.

    In primo luogo viene chiarito che agli atti e procedimenti relativi al rischio idrogeologico non si applicherà la disciplina generale sul silenzio-assenso.

    Lo sportello unico per l’edilizia acquisirà presso le amministrazioni competenti anche gli atti di assenso delle amministrazioni preposte alla tutela dell’assetto idrogeologico e rilascerà anche delle determinazioni provvedimentali a carattere idrogeologico.

    Le attività di edilizia libera dovranno essere eseguiti nel rispetto anche delle norme di tutela dal rischio idrogeologico. In caso di opere abusive, tra gli interessi da considerare per decidere la demolizione, dovranno essere considerati gli interessi di rispetto dell’assetto idrogeologico.

    Nella realizzazione di nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia, per i quali non è dovuto il contributo di costruzione, dovranno essere rispettate anche le norme sulla tutela dell’assetto idrogeologico.

    Rimozione dell’amianto dai capannoni

    Sarà riconosciuto un credito di imposta del 50% alle imprese che bonificano dall’amianto i propri capannoni. Per ottenere l’agevolazione, gli investimenti devono ammontare ad almeno 20.000 euro. Il limite di spesa complessivo della misura è di 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. Il bonus sarà riconosciuto in tre rate annuali. Il credito di imposta non concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). L’agevolazione sarà disciplinata nel dettaglio con un decreto del Ministero dell’Economia entro il 2 maggio 2016.

    Imprese verdi e appalti

    Le imprese in possesso di una registrazione Emas che partecipano ad appalti pubblici beneficeranno di una riduzione fino al 30% della cauzione a corredo dell’offerta. Anche per l’assegnazione di contributi e fondi in materia ambientale il possesso della registrazione Emas sarà considerato un elemento di preferenza. Inoltre, tra i criteri per la valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa vengono inseriti la titolarità di un marchio Ecolabel e il ciclo di vita dell’opera, come previsto dalle norme europee e dalla legge delega per la Riforma del Codice degli Appalti.

    Mobilità sostenibile

    Il Collegato Ambiente stanzia 35 milioni di euro per il primo programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro (piedibus, car-pooling, car-sharing, bike-pooling e bikesharing), la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta, l’educazione e sicurezza stradale, la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta delle auto in prossimità delle scuole e delle sedi di lavoro. Le risorse finanzieranno la copertura INAIL per gli incidenti in bicicletta nel tragitto casa-lavoro.

    fonte Edilportale

  • SO.GE.di.CO. Srl RINNOVA LA SUA ATTESTAZIONE SOA

    SO.GE.di.CO. Srl RINNOVA LA SUA ATTESTAZIONE SOA

    L’Attestazione SOA è la certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici di lavori; ovvero un documento necessario e sufficiente a comprovare, in sede di gara, la capacità dell’impresa di eseguire, direttamente o in subappalto, opere pubbliche di lavori con importo a base d’asta superiore a € 150.000,00.

    Essa attesta e garantisce il possesso da parte dell’impresa del settore delle costruzioni di tutti i requisiti previsti dalla attuale normativa in ambito di Contratti Pubblici di lavori.

    L’Attestazione SOA ha validità quinquennale (sempre che ne venga verificata la validità al terzo anno dal primo rilascio) e viene rilasciata a seguito di un’istruttoria di validazione dei documenti prodotti dall’impresa, facenti capo agli ultimi dieci esercizi di attività dell’impresa (dieci anni di lavori ed i migliori cinque esercizi tra gli ultimi dieci) da appositi organismi di attestazione, ovvero società autorizzate ad operare dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP).

    SO.GE.di.CO. Srl è felice di comunicare che ha rinnovato la sua attestazione SOA per il prossimo quinquennio, aumentando anche la classifica della categorie a cui è iscritta.

    VEDI LE NOSTRE CERTIFICAZIONI

  • RIFORME PER IL CODICE DEGLI APPALTI

    RIFORME PER IL CODICE DEGLI APPALTI

    Il Senato ha approvato in via definitiva il testo che da il mandato al Governo di riformare gli Appalti Pubblici, con l’obiettivo di integrare sia le direttive Ue (23, 24 e 25/2014 su concessioni, appalti e settori esclusi) che l’intera normativa sui contratti pubblici, sorpassando l’attuale codice del 2006. Tra gli obiettivi dichiarati della prossima riforma si riconosce la volontà di estensione dei poteri affidati all’Anac e la riduzione di tempi e costi di esecuzione dei lavori.

  • NUOVA NORMA UNI 7129:2015

    NUOVA NORMA UNI 7129:2015

    A far data dal 1 dicembre 2015, è in vigore la nuova edizione della norma UNI 7129:2015 (“Impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete di distribuzione”).

    La UNI 7129 è sicuramente la più importante norma di installazione nazionale. Nel 1972 fu pubblicata e recepita ai sensi della legge 1083 la prima edizione della norma e da allora essa si è sempre più evoluta e adattata. In questa ultima edizione essa è divisa in 5 parti:

    • la UNI 7129-1 si occupa dell’impianto interno;
    • la UNI 7129-2 riguarda l’installazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e aerazione dei locali di installazione;
    • la UNI 7129-3 è specifica rispetto ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione;
    • la UNI 7129-4 si occupa della messa in servizio degli impianti/apparecchi;
    • la, nuova, UNI 7129-5 è relativa ai sistemi per lo scarico delle condense.

    Le cinque parti della norma si applicano agli impianti domestici e similari per l’utilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla I, II e III famiglia secondo la UNI EN 437 ed alimentati da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.

    Oltre ovviamente a sostituire interamente la precedente edizione del 2008, è importante notare che vista l’introduzione della quinta parte, relativa appunto ai sistemi di scarico delle condense, la nuova norma sostituisce anche la norma UNI 11071:2003.

    Quanto alla nuova parte prima invece, essa sostituisce anche le norme UNI/TS 11147:2008; UNI/TS 11343:2009; UNI/TS 11340:2009 sui cosiddetti “nuovi materiali” (giunti a pressare, CSST e multistrato).